Dagli anni '40...
Dagli anni Quaranta ai giorni nostri
Il Cinema Massimo rappresenta per L'Aquila un monumento, tanto da essere riconosciuto dal Ministero per i Beni e Culturali e Ambientali come bene storico (D.L.vo 490/99).
La Sala è stata infatti realizzata, su progetto dell'architetto Luigi Ciarlini, alla fine degli anni '40, nell'ambito dei lavori volti a ridisegnare Corso Federico II, uno dei punti di accesso nevralgici della Città, e ad edificare la sede aquilana dell'Istituto Nazionale Fascista per l'Assicurazione Infortuni sul Lavoro.
L'ingresso della sala è protetto da un imponente colonnato, sotto questo porticato spicca un altorilievo in terracotta che presenta al centro una fedele riproduzione di un'antica pianta dell'Aquila cinta da mura. Grande è la maestria dell’arredamento del foyer, che brilla per il rivestimento bianco avorio arricchito da particolari in ottone, da preziosi specchi di Murano, da linee sinuose tipiche dello stile tardo fascista e da antitichi marmi bianchi.
Lo studio e la realizzazione del restauro, che ha portato alla riapertura della Sala il 30 ottobre 2002 da parte delle due Associazioni Culturali cinematografiche cittadine, l'Accademia dell'Immagine e l'Istituto Cinematografico dell'Aquila 'La Lanterna Magica', sono stati condotti da un gruppo di lavoro composto dagli architetti Enrico Mastrangeli e Pierluigi Celata, specializzati nel restauro e nella realizzazione di sale cinematografiche e polifunzionali, dall'ingegnere Amedeo Ximenes, che ha diretto i lavori, dal professore Aldo Benedetti della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi dell'Aquila e da un gruppo di studenti della Facoltà di Architettura ed Ingegneria: Alessandro e Luca Ximenes, Costantino Mastrantonio e Valentino Ursini.
Il restauro è stato ideato e realizzato nel pieno rispetto storico ed architettonico della struttura esistente, caratterizzata da un'originale sintesi fra l'armonia del classicismo e l'impronta razionalista. Una struttura capace di richiamare a pieno l'idea dello spettacolo cinematografico, essendo stata concepita alla sua nascita come luogo dove la grandiosità della settima arte possa trionfare.
Nello stesso tempo sono state attuate le modifiche necessarie ad adeguare la Sala ai più moderni standard, al fine di offrire al pubblico un cinema rinnovato sotto il profilo tecnologico, del comfort e della fruizione dello spettacolo. Inoltre il recupero dell'area del palcoscenico permette di utilizzare il Cinema Massimo anche per iniziative non prettamente cinematografiche, rendendo la struttura polivalente ai fini dell'ampliamento dell'offerta culturale per la Città.
Una curiosità: la nuova struttura già nel 1950 si imponeva come protagonista assoluta di interessanti eventi; si ricorda a questo proposito la prima di "Umberto D." nel 1952 alla presenza dello stesso regista, Vittorio De Sica, con l'attrice aquilana Maria Pia Casilio e lo sceneggiatore Cesare Zavattini.